Vita da...arbitro!

Inauguriamo una nuova rubrica dedicata agli arbitri delle varie disciplina sportive ciessine perchè siamo convinti che come sono necessari i giocatori e le società così lo sono gli arbitri.

Figura spesso contestata e raramente apprezzata per il servizio che svolge.

E' proprio per questa ragione che abbiamo deciso di dedicare loro maggiore attenzione raccontandovi le loro storie.

 

Matteo Guerrato:

"Fare l'arbitro - afferma Matteo - è un'attività che consiglierei anche ad altri studenti, ma solo se veramente appassionati: tante sono le soddisfazioni, ma talvolta ci sono anche antipatici episodi come la manata ricevuta in pieno visto un paio di mesi fa a Puegnago mentre arbitravo; purtroppo non è ancora diffusa una cultura di rispetto verso la figura arbitrale e non credo sarà facile che ciò possa cambiare".

Matteo ha 21 anni e già da tre è arbitro CSI di basket, la sua passione per la palla a spicchi è iniziata molto presto fino a entrare a far parte di una squadra quando frequentava le scuole medie.

Una passione mai svanita e che prosegue tutt'oggi con l'impegno in una formazione con la quale si allena, oltre alla partita, due/tre volte la settimana.

Il desiderio di diventare arbitro di basket è nato in primis dal grande amore per questo sport che lo ha portanto a iscriversi e frequentare tutt'ora la facoltà di Scienze Motorie presso l'Università degli Studi di Brescia, inoltre, svolgere questa attività gli consente di avere un'entrata mensile a orari e giorni flessibili che ben si coniuga con lo studio e gli allenamenti.

 

 

Giovanni Carini:

E' il più giovane Giudice del ciclismo ciessino bresciano, ha infatti solo 19 anni ed è di Paderno Franciacorta, nel suo passato l'MTB ha ricoperto un ruolo importante tanto da non riuscire ad abbandonare completamente le due ruote quando gli impegni di studio si sono fatti più stringenti: Giovanni Carini.

Ha da poche settimane terminato e superato il corso per la qualifica di Giudice di ciclismo e ha già avuto modo di partecipare, come tirocinante, a tre gare, la primadelle quali a Castel Mella.

Si è avvicinato al CSI Brescia perchè sia lo zio che il cugino già militavano nelle file arancioblu e ha capito che essere Giudice gli avrebbe permesso di restare nel mondo del ciclismo senza però togliere troppo tempo agli studi di Lettere che ha da poco iniziato, oltre ad essere un modo per essere retribuito.

Giacomo Gerardi:

Ha iniziato giovanissimo l'attività di arbitro di pallavolo arancioblu, appena terminata la maturità e in prospettiva di una carriera accademica alla facoltà di Scienze Motorie.

Poi per Giacomo Gerardi, oggi 25enne, essere arbitro è diventato un vero e proprio lavoro che gli ha anche consentito di conoscere nuove persone che gravitano attorno al mondo dello sport bresciano.

 

Martina Minello

Una passione nata in famiglia e sbocciata in campo, fino a raggiungere il palchetto dell’arbitro.

È la storia della ventunenne Martina Minello, ragazza di San Polo che, dopo aver praticato tanti anni la pallavolo, ha deciso di diventare un fischietto Csi.

«Vengo da una famiglia di sportivi: mia nonna e mia mamma giocavano a volley, mio papà correva in bici, i miei insegnano educazione fisica a scuola, una mia sorella è cestita e l’altra è pallanotista. Insomma, se non siamo a casa siamo in palestra!

Ho iniziato il corso arbitri a 16 anni: pensavo di smettere di giocare ma non volevo abbandonare questo mondo. Ho lasciato l’attività agonistica al momento della scelta dell’Università. Ora frequento Studi Internazionali a Trento, vivo là dal lunedì al venerdì.

Nel weekend torno a Brescia e so che tra sabato e domenica avrò le mie partite da arbitrare. Per me è un piccolo sacrificio che vale la pena di fare. L’arbitro prima di tutto è un educatore, soprattutto quando si tratta di bambine e ragazzine. Arbitrare mi permette di trasmettere la mia passione per questo sport agli altri e questo è bellissimo»

 

Luca Tellaroli

Un pallone,un campo di gioco, due porte e... un arbitro.

Quando si parla di una partita di calcio,anche Csi, ci si dimentica dell’importanza e del valore dell’uomo indivisa nera e fischietto.

Pertrattare il tema abbiamo fatto due chiacchiere con Luca Tellaroli, arbitro Csi dal 2007: «Ho iniziato 11 annifa: ero dirigente di una squadra Csi, andavo spesso in una delle sedi provinciali per tesserare i giocatori, pagare le multe, ecc. Mi chiesero: "Perché non fai l’arbitro?".Ero titubante, ma provai a fare il corso e la passione nacque immediatamente. L’arbitro non è solo colui che fa rispettare le regole, è una guida morale di cui bisogna avere rispetto. È un compito da prendere seriamente,che richiede sacrifici, ma che ti ripaga. Certe partite calde ti mettono alla prova, inaltre occasioni, coi bambini, oltre che arbitri diventiamo educatori,ad esempio allacciando le stringhe di una scarpa, o insegnando come si batte correttamente una rimessa laterale».Cosa serve per essere arbitro?«I nostri corsi sono partecipati, ma molti mollano presto. È necessario avere una passione che ti brucia dentro».

 

Virginia e Veronica Vecchio:

Virginia e Veronica sono due gemelle di Gambara iscritte al secondo anno di Scienze Motorie che, dopo aver trascorso infanzia e adolescenza in palestra tra parallele e travi, hanno deciso di diventare Giudici di Ginnastica Artistica.

L'amore per la disciplina, nel loro caso, era stato frutto di un ''ripiego'': da bambine, guardando in TV il cartone animato Hamtaro, erano rimaste colpite dal fatto che alcuni personaggi utilizzassero quelli che poi hanno scoperto essere attrezzi di Ginnastica Ritmica, ma nella zona in cui abitavano non c'erano corsi o palestre dedicati e dunque hanno provato l'Artistica per la quale è poi nato il grande amore che le ha portate anche all'agonismo. La scelta di diventare Giudice non è semplice, nel loro caso specifico ritengono che sia determinante per l'educazione: applicando punteggi adeguati si concede all'atleta la possibilità di accettarli e superarli.

Da Agosto hanno anche aperto una scuola tutta loro, Kinesis, nella quale insegnano ginnastica alle/ai giovani atleti della zona.

 

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