Angolo dell'arbitro: Andrea Girelli

Prima la curiosità, che si origina sulle basi di un grande senso di rispetto; poi l’attrazione per quella divisa, per ciò che rappresenta. Per Andrea Girelli diventare arbitro era probabilmente già scritto nel suo dna, perché la naturalezza con la quale, qualche anno fa, ha deciso di passare dall’essere arbitrato all’arbitrare in prima persona non può essere casuale. Il fischietto di San Paolo è lo spot migliore possibile per sponsorizzare un ruolo che ha stretto bisogno di nuove adesioni; il suo entusiasmo è contagioso ed esprime al meglio una passione, quella per il calcio, che ha saputo trasformarsi senza perdere intensità: «Ho sempre giocato a undici a livello amatoriale – racconta Andrea -, anche nel Csi, vent’anni equamente divisi tra campionati cremonesi e bresciani. A trent’otto anni, quando è arrivato il momento di appendere le scarpe al chiodo, ho deciso di avvicinarmi al mondo arbitrale ciessino; nel 2014 ho svolto il corso di riferimento e dalla stagione immediatamente successiva sono stato lanciato in campo, col mio fischietto. Pur avendo frequentato a lungo la provincia di Cremona, avevo scelto di affiliarmi al Csi Brescia non solo per prossimità, ma anche per il clima che ho sempre respirato da calciatore, per il rapporto di rispetto e collaborazione che la classe arbitrale bresciana ha sempre saputo instaurare con noi giocatori».

Sembra questa la chiave del discorso: i legami di campo tra persone con ruoli diversi che condividono il medesimo sport. «Ho notato negli arbitri del Csi Brescia una particolare attenzione ai rapporti umani. Il dialogo che si crea sul terreno di gioco tra giocatori, direttori di gara e dirigenti mi ha sempre affascinato molto. Avendo avuto la fortuna di indossare in diverse occasioni la fascia di capitano della mia squadra mi trovavo a contatto diretto con gli arbitri in partita, una posizione privilegiata per poterli “studiare”. Nelle ultime stagioni di carriera ho cominciato a pensare seriamente di intraprendere quel percorso; questa decisione mi ha permesso di rimanere coinvolto in un mondo che amo, quello del calcio, e soprattutto mi ha reso felice».

Il Csi continua a proporre incontri, riunioni, corsi di formazione e di aggiornamento non solo per rinforzare l’unione e l’affiatamento della categoria di giudici ed arbitri, non solo per affinarne la tecnica e tenere il passo con i cambiamenti di regolamento, ma anche per gettare l’esca verso possibili nuove leve. A presentare il piano formativo arancioblu in essere è Alessandro Visini, responsabile Csi dell’area formazione: «Il 28 gennaio è partito un corso specifico per osservatori di arbitri, composto da cinque incontri, che si concluderà il 25 febbraio. Il 17 di questo mese, invece, scatterà il corso unico arbitri per l’abilitazione alla pratica: saranno 16 appuntamenti, le lezioni si terranno nella sede provinciale di via Chiusure, a Brescia, e terminerà il 20 aprile. Contiamo già diverse adesioni».

L’esperienza di Andrea è lì a testimoniare che la scelta paga, sotto diversi punti di vista: «Nel Csi Brescia mi sono sempre trovato a meraviglia, sia da giocatore che da arbitro. Anche dal punto di vista della didattica ho trovato istruttori preparati ed un’organizzazione attenta. Consiglio fortemente di intraprendere questa strada, soprattutto ai più giovani e a quelli che, come me, sono stati calciatori: è un grande vantaggio conoscere cosa voglia dire stare dall’altra parte, le distanze si assottigliano, diventi una sorta di quindicesimo giocatore in campo. È bello vedere il calcio da un altro punto di vista, impari tanto. Sono molto riconoscente al Csi Brescia per l’opportunità che mi ha dato, ma devo ringraziare anche un’altra persona: da quando arbitro ad ogni partita mi accompagna un ragazzo del mio paese, Fabio Davide; è il mio assistente personale ed il fratello acquisito di tutti, Csi compreso. Il suo aiuto è molto prezioso, per me è speciale e me lo tengo stretto».

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