Al di là dei risultati. I tre momenti più emozionanti delle finali 2014

Vincere il titolo provinciale è un sogno per ogni atleta. Corrisponde al coronamento di una stagione, di un percorso intriso di passione e sacrifici. Lo scudetto bresciano ripaga ogni goccia di sudore e proietta le ambizioni sportive verso nuovi e ambiziosi traguardi regionali e nazionali.

Questo è lo sport, ma c’è di più. Ci riferiamo a quel miscuglio di emozioni, amicizie e storie di vita che fanno da sfondo ad allenamenti, partite e campionati. È per questa ragione che oltre a celebrare i campioni del 2014 abbiamo deciso di dare risalto ai momenti più significativi della settimana di finali provinciali stilando un podio dei fotogrammi più belli che siamo riusciti a cogliere.

La medaglia di bronzo va a Nicola Montini, migliore in campo nella finale degli Under 14 vinta dal San Giovanni Gombio. Il numero 7 ha giocato alla grande trascinando i suoi con accelerazioni devastanti e mettendo in mostra ottime qualità tecniche. Solo durante le premiazioni ci siamo accorti che indossava un polsino con scritto “22 Kakà”, un dettaglio che ha fatto luce sul suo stile nel gioco e nel comportamento. Un indizio del fatto che il calcio dei piccoli guarda ai campioni. I giovani sono sempre in cerca di modelli da seguire per alimentare i loro sogni. Auguriamo a Nicola un futuro sportivo sfavillante, ma soprattutto di conservare quella capacità di guardare, imparare e sognare, a qualsiasi età e su qualsiasi palcoscenico.

Sul secondo gradino del podio mettiamo i Faggi di Eva. Al fischio finale il loro primo pensiero non è andato alla coppa, ma a uno striscione sul quale campeggiava il volto di Simone Bertella, amico e dirigente scomparso lo scorso gennaio. I giocatori l’hanno portato con loro nei festeggiamenti sotto la tribuna e durante le premiazioni. Le lacrime non sono mancate, così come la certezza che quella scritta - “Per sempre uno di noi” - è un tatuaggio indelebile nel cuore di un gruppo reso più vero e forte dalla sofferenza, ma che guarda al futuro con il sorriso, lo strumento migliore per ricordare chi non c’è più.

Il primo posto va al tecnico del San Giacinto Davide Bandera. La sua squadra ha appena perso 3-0 la finalissima della pallavolo femminile contro il Volley Carpenedolo. Lui la prende con filosofia, dichiara “Questa finale è stata il premio per un percorso bello e faticoso, vissuto con gioia. Sono orgoglioso delle ragazze”. Il fatto è che tutto diventa più facile quando ti giri e sai che vedrai tua figlia Alessia che correrti incontro. A lei il risultato non interessa, vuole solamente abbracciare il suo eroe, che in un attimo dimentica anche la più piccola traccia di amarezza e solleva al cielo il trofeo più prezioso nella foto di Chiara Iadicicco.

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