Vita da...arbitro!

Inauguriamo una nuova rubrica dedicata agli arbitri delle varie disciplina sportive ciessine perchè siamo convinti che come sono necessari i giocatori e le società così lo sono gli arbitri.

Figura spesso contestata e raramente apprezzata per il servizio che svolge.

E' proprio per questa ragione che abbiamo deciso di dedicare loro maggiore attenzione raccontandovi le loro storie.

 

Luca Tellaroli

Un pallone,un campo di gioco, due porte e... un arbitro.

Quando si parla di una partita di calcio,anche Csi, ci si dimentica dell’importanza e del valore dell’uomo indivisa nera e fischietto.

Pertrattare il tema abbiamo fatto due chiacchiere con Luca Tellaroli, arbitro Csi dal 2007: «Ho iniziato 11 annifa: ero dirigente di una squadra Csi, andavo spesso in una delle sedi provinciali per tesserare i giocatori, pagare le multe, ecc. Mi chiesero: "Perché non fai l’arbitro?".Ero titubante, ma provai a fare il corso e la passione nacque immediatamente. L’arbitro non è solo colui che fa rispettare le regole, è una guida morale di cui bisogna avere rispetto. È un compito da prendere seriamente,che richiede sacrifici, ma che ti ripaga. Certe partite calde ti mettono alla prova, inaltre occasioni, coi bambini, oltre che arbitri diventiamo educatori,ad esempio allacciando le stringhe di una scarpa, o insegnando come si batte correttamente una rimessa laterale».Cosa serve per essere arbitro?«I nostri corsi sono partecipati, ma molti mollano presto. È necessario avere una passione che ti brucia dentro».

 

Virginia e Veronica Vecchio:

Virginia e Veronica sono due gemelle di Gambara iscritte al secondo anno di Scienze Motorie che, dopo aver trascorso infanzia e adolescenza in palestra tra parallele e travi, hanno deciso di diventare Giudici di Ginnastica Artistica.

L'amore per la disciplina, nel loro caso, era stato frutto di un ''ripiego'': da bambine, guardando in TV il cartone animato Hamtaro, erano rimaste colpite dal fatto che alcuni personaggi utilizzassero quelli che poi hanno scoperto essere attrezzi di Ginnastica Ritmica, ma nella zona in cui abitavano non c'erano corsi o palestre dedicati e dunque hanno provato l'Artistica per la quale è poi nato il grande amore che le ha portate anche all'agonismo. La scelta di diventare Giudice non è semplice, nel loro caso specifico ritengono che sia determinante per l'educazione: applicando punteggi adeguati si concede all'atleta la possibilità di accettarli e superarli.

Da Agosto hanno anche aperto una scuola tutta loro, Kinesis, nella quale insegnano ginnastica alle/ai giovani atleti della zona.

 

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